Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan

Molto prima di essere il titolo di un programma televisivo di intrattenimento, Cortesie per gli ospiti è un romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan pubblicato nel 1983.Ian McEwan
A dare forza all’opera è l’ambientazione, una città di mare in Italia (facile riconoscervi Venezia), quasi sempre cupa, rischiarata dal sole in pochissimi momenti antecedenti i picchi della tensione, e soprattutto la capacità di McEwan di scavare nei conflitti interni e esterni dei personaggi.

Ogni pomeriggio, quando la città oltre le scure persiane verdi cominciava ad animarsi, Colin e Mary si svegliavano al metodico picchiettio degli arnesi d’acciaio contro le chiatte di ferro ormeggiate accanto al bar galleggiante del loro albergo. Al mattino i barconi rugginosi e butterati, senza alcun carico o mezzo di propulsione visibile, non c’erano più; ricomparivano sul finire della giornata, e gli uomini dell’equipaggio si mettevano inspiegabilmente all’opera con martello e scalpello. Era allora, nel caldo rannuvolato del tardo pomeriggio, che i clienti cominciavano ad affluire sul pontone per mangiare un gelato seduti ai tavolini di metallo, e anche le loro voci riempivano l’oscurità della stanza, sollevandosi e abbassandosi in ondate di allegria e discordia, sommergendo i brevi silenzi tra un penetrante colpo di martello e l’altro.
  Si svegliarono simultaneamente, o questa fu la loro impressione, e restarono immobili sui letti separati.

Colin (interpretato da Rupert Everett nella versione cinematografica) e Mary sono una coppia di inglesi in vacanza in Italia. Il loro rapporto è in crisi e il torpore che lo caratterizza sembra intonarsi alla sonnolenza della città. Una sera incontrano Robert (Cristopher Walken sul grande schermo).

Era più piccolo di Colin ma aveva braccia eccezionalmente lunghe e muscolose. Anche le mani erano grandi, col dorso coperto di peli arruffati. Indossava una camicia nera aderente, di una stoffa artificiale semitrasparente, aperta quasi fino in vita. Attorno al collo aveva una catena da cui pendeva una lametta da barba d’oro, deposta un po’ di sghimbescio fra il folto pelame del torace. Un odore di dopobarba dolciastro e nauseante riempiva la viuzza.

Robert si rivela un uomo ambiguo sia nei modi che in ciò che dice. Davanti a lui noi lettori ci sentiamo proprio come la coppia di protagonisti: inteneriti per il suo aspetto, spiazzati dal racconto della sua infanzia, disgustati da come tratta la propria moglie.
Nonostante la storia, andando avanti, veda crescere il ruolo della violenza, è difficile non rimanere sorpresi dalla sua esplosione finale, ed è impossibile poi, chiudendo il libro, evitare di riflettere sulla violenza stessa, su cosa ci lasciano determinati traumi, sul fallimento di certi modelli di vita.

DI Ian McEwan abbiamo suggerito anche la lettura de Nel guscio,  contemporanea e originalissima versione dell’Amleto di Shakespeare.

Consigli di lettura su romanzi di autori inglesi:

Una donna di mondo di William Somerset Maugham

Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro

Il condominio di J.G. Ballard

 

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