I luoghi della scrittura

Molti insegnanti di scrittura creativa, per motivare i propri studenti a esercitarsi con costanza, consigliano di creare un ambiente più confortevole possibile dove scrivere. Un tavolo su cui può trovare spazio tutto quello che ci serve, una sedia comoda, una stanza ben illuminata.

Può essere utile anche l’abitudine di immaginarci, durante le nostre giornate, seduti in quel posto a scrivere. Visualizzarci lì, con un sottofondo musicale tanto rilassante quanto stimolante, e con accanto un caffè bollente, o una tisana, o un bicchierino di amaro, accrescerà il nostro desiderio di scrivere, e ci aiuterà a cogliere ogni occasione per farlo, evitando di rimandare.

Personalmente, il mio luogo ideale per scrivere è una stanza in cui, pur avendo a disposizione tutto ciò che può servirmi, sono costretto a scrivere. Cerco di spiegarmi meglio tramite un esempio: a volte, mentre scrivo, sento la necessità di accendere la televisione per seguire un notiziario, o una partita, o semplicemente per sentire una voce. Perciò nella stanza dove scrivo abitualmente deve esserci un televisore, altrimenti sarò costretto a lasciare la stanza. Di contro, però, non devo distrarmi troppo dalla scrittura, e allora il televisore sarà posizionato di sbieco rispetto alla scrivania, così che un po’ lo guarderò girando la testa, e un po’ continuerò a prestare attenzione al foglio. Ovviamente nella stanza non ci sono divani, posso stare seduto solo alla scrivania.
Concludendo, la definizione del mio luogo ideale per scrivere è: abbastanza comodo per restarci a lungo ma non tanto comodo da distrarmi dalla scrittura.

Ogni aspirante scrittore deve trovare il proprio habitat, cercando quello maggiormente d’aiuto a scrivere con costanza.
Il luogo ideale va costruito per i benefici che può portare, ma non deve diventare un alibi. Se siamo impossibilitati a usarlo – per qualunque motivo, e per qualunque lasso di tempo – non vuol dire che dobbiamo esentarci dallo scrivere. Se la nostra scrivania è momentaneamente occupata da nostra moglie, nostro figlio o da un ospite inatteso, cambiamo stanza, adattiamoci a un tavolo più piccolo, possiamo anche scrivere sulle ginocchia.

Insomma, inutile cercare scuse, dentro un appartamento si può sempre trovare il modo di scrivere.

I luoghi esterni possono creare maggiori difficoltà, ma la capacità di organizzarsi e la determinazione ci permettono sempre di ottimizzare il nostro tempo.

Anziché parlare in generale farò un esempio pratico: un mio amico, appassionato di scrittura creativa, lavora nel campo dell’informazione scientifica. La sua giornata consiste nel girare tra ospedali e studi privati per incontrare una decina di medici. La sera, quando possibile, si dedicava alla scrittura, ma raramente riusciva a superare le sei ore settimanali di pratica. Così a iniziato a riflettere sulla sua logistica: ovviamente non poteva scrivere mentre guidava tra un appuntamento e l’altro; però gli capitavano, a volte, lunghe soste forzate nelle sale d’attesa. Munitosi di taccuino ha iniziato a sfruttare queste attese per dedicarsi al suo manoscritto.

Attenzione: non scambiate questo esempio per un invito a sottrarre tempo al lavoro.

Quello che voglio dire è che le nostre esistenze, spessissimo, sono caratterizzate da una serie di tempi morti che dobbiamo essere bravi a sfruttare. Bisogna tenere presente che queste più o meno brevi porzioni di tempo trovate qua e là vanno prese per quello che sono. Non cercate di scrivere un capitolo fondamentale del vostro romanzo mentre aspettate l’autobus. Per sviluppare certi aspetti delle nostre opere è necessario immergerci totalmente nell’opera stessa, ed è impossibile farlo con l’orologio puntato. Ciò non toglie però che mentre aspettiamo l’autobus possiamo prendere molti appunti utili sul nostro taccuino, per esempio circa un dialogo, pregi e difetti di un personaggio, un bivio della trama.

Per leggere alcuni consigli di Stephen King sulla creazione di un ambiente adatto a scrivere:

Stephen King sul luogo in cui scrivere

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